DOVREMMO COMBATTERLI SEMPRE.
 
Clicca per ingrandire Siamo alle solite. Lo sdoganamento delle destre in Italia, dovuto soprattutto a Berlusconi e ai suoi nauseanti governi finto liberali, ha ridato fiato ad ammuffite rivendicazioni in nome della 'memoria' e di raccapriccianti parole d'ordine buoniste del tipo di 'pacificazione' (perché non bandirla dai dizionari?) che in realtà non sono altro che pericolose provocazioni ideologiche.

Anche l'ultimo dei fatti di cronaca, proprio di questi giorni, che ha visto la commemorazione a Roma di tre 'caduti' del Fronte della Gioventù nel 1978 - a causa "dell'odio comunista e dei servi dello Stato" - con tanto di lapide e autorità comunali (presenti l'assessore ai Lavori Pubblici e l'ex-ministro Meloni) è solo l'ennesima avvisaglia della recrudescenza di un fenomeno che si auspicava tramontato per sempre e invece sembra più vivo che mai.
Dichiara il codino Alemanno, sindaco di Roma dalla faccia pulita e l'anima nerissima: "E' corretto mantenere su queste lapidi la dicitura vittime della violenza politica. E' corretto parlare di violenza politica, andare più nello specifico significa rischiare di ripercorrere una strada di carattere ideologico. Noi dobbiamo condannare a prescindere la violenza ideologica".
E ancora: "Mi auguro che la giornata di oggi si svolga nel modo più composto possibile e che tutti coloro che vogliono ricordare i tre ragazzi uccisi lo facciano in modo sereno, senza rinfocolare nuovo odio. Quindi compostezza e grande commozione. Non ci dobbiamo dimenticare che le persone morte negli anni di piombo, sia di destra sia di sinistra, sono un monito per non ripercorrere la strada della contrapposizione violenta".

Ma come omettere e non deplorare apertamente nella dichiarazione che la lapide è firmata da "I CAMERATI"? Quali 'camerati'?
Solo provocazioni stolte, irresponsabili. Un patetico tentativo di revisionismo storico, il rimestare nel torbido di una storia che andrebbe archiviata per sempre dopo che i fatti (non le chicchiere da bar) hanno dimostrato che in Italia il fascismo non ha più ragione d'essere.

La violenza va giustamente bandita, ci mancherebbe altro. Ma ci sono responsabilità e responsabilità. C'è chi provoca e chi reagisce alle provocazioni.
Inneggiare al fascismo, alla superiorità della razza, all'antisemitismo, al pogrom... (come qualche giorno fa quel professore torinese su Facebook...) è nient'altro che istigare a nuova violenza.
Tutti coloro che si dichiarano fascisti non sono che miei nemici. Sono nemici della democrazia, sono contro la Costituzione, sono per la violenza dell'uomo sull'uomo, sono contro la libertà.
Dovremmo combatterli sempre.

(9 gennaio 2012)




Un Presidente della Repubblica di Carta Velina.



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