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Maria Moramarco - “Paràule” (libro con DVD – Piazza Edizioni, Ita 2008)
 
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MARIA MORAMARCO propone in un libro appassionato, vero atto d’amore per la musica di tradizione, gran parte del repertorio raccolto, elaborato, cantato in trent’anni e più da sola e con gli Uaragniaun, il gruppo formato nel 1978 a Altamura (BA) con LUIGI BOLOGNESE e SILVIO TEOT (curatori del volume).
Nelle 273 pagine (20 euro il prezzo di copertina) i testi dei brani, le partiture, le fotografie, il DVD di una storia importante, tra le più significative dell’intero ‘movimento’ del folk revival italiano.
Scrive Moramarco nell’introduzione dal bel titolo “Spaccando le fave”:

“(...) Vorrei dirvi, passarvi, consegnarvi, “i paràule” dei canti della Murgia, quelle che per generazioni sono sopravvissute sulle ali della parola orale con la leggerezza tipica di questo codice che si lascia sempre dietro qualche perdita, perché non ha l’impalcatura e il suggello della scrittura. Il forziere di queste parole è stato il canto”.

“(…) Lontana dall’idea di voler issare la bandiera della conservazione del dialetto sotto vuoto spinto e consapevole che i fenomeni linguistici sono naturalmente in evoluzione e cambiamento continuo, vi passo le parole perché non siano cancellate, dimenticate, annullate, perché capire l’importanza di ciò che è appartenuto a chi ci ha preceduto, ci rende in qualche modo più ricchi”.

Appello ripreso nel breve saggio di Luigi Bolognese che segue (“Un tesoro immateriale”), che riflette sulla straordinaria opportunità di far includere anche questo inestimabile patrimonio tra i beni ‘immateriali’ a tutela dell’UNESCO, come già per il canto a tenores sardo e i pupi siciliani.

Nelle pagine che seguono, Teot, percussionista del gruppo, affronta la questione complessa del rapporto tra tradizione e cultura contemporanea, in cui l’oralità (“Parole” non a caso è il titolo del libro) rischia di diventare facile ostaggio dei “furbetti del pentagramma” (solo nel 2007, dopo un lungo travaglio etico, Teot e Bolognese hanno deciso di depositare a loro nome in SIAE gran parte del repertorio) ed essere saccheggiata per fini altri rispetto alla ‘trasmissione’ intergenerazionale o, più semplicemente, l’autentica libera espressione.

Teot ricostruisce nella suo contributo alcune delle principali questioni aperte nel dibattito di questi anni, per altro da noi già affrontate in “Folk Geneticamente Modificato” (Stampa Alternativa 2003):

- l’esperienza del ‘folk revival’ come percorso a ritroso dalle suggestioni del ‘rock progressivo’;
- l’invenzione della “world music” e i suoi effetti paradossali;
- l’avvento delle nuove tecnologie che hanno modificato strutturalmente il mercato discografico e le stesse pratiche di ascolto;
- la complessa, vischiosa questione dell’autenticità della ‘musica popolare’, appiattita sulla risibile querelle della scelta filologica degli strumenti.

“Insomma quello degli strumenti da usare o non usare è una falsa questione”, scrive Teot. “Oppure saremmo dovuti andare in giro a fare concerti suonando solo cupa cupa e tamburello ma, attenzione, avremmo dovuto pure indossare gli abiti e le coppole dei contadini”.

Il racconto approfondito dell’operazione di ‘ripensamento’ dei materiali raccolti da Maria Moramarco rivela l’assoluta libertà degli UARAGNIAUN nell’avvicinarsi senza pudori alla tradizione orale riproponendola in una chiave nuova, più accessibile per i tempi, anche a costo di intervenire profondamente sugli elementi strutturali del canto: “Ci siamo mossi ovviamente cercando di non perdere mai le melodie originarie", precisa il musicista, "ma abbiamo operato aggiungendovi incisi dove mancavano, utilizzando parti ripetute dei testi o soltanto variazioni melodiche coerenti con le melodie di base. Oppure abbiamo operato sul tempo, aumentandolo o diminuendolo, quando scoprivamo che poteva “funzionare” meglio, anche in rapporto alla tipologia del canto stesso…”.
Operazione che, se da un lato può sortire l’effetto di irritare i residui difensori della presunta ‘purezza’ della ‘tradizione’, dall’altro appare come

l’unica
coerente
rispettosa
naturale
onesta

prassi concepibile in ambito ‘folk’: solo intervenendo con rinnovata sensibilità, cultura, creatività sulle forme pervenuteci è possibile dare sopravvivenza, trasmettere nel futuro i canti del nostro passato.
A patto, però, di elaborare funzioni aggiornate che rifuggano dalla mera logica oggi diffusa del puro e semplice intrattenimento (che finisce, in ragione di ciò, per far confondere l'ultimo hit radiofonico con un antico stornello...).
È quanto manca, crediamo, all'analisi di Teot, quale logica conseguenza della pur puntuale riflessione proposta…

Prima della sezione dei materiali, il corposo approfondimento del repertorio proposto, a cura di ONOFRIO ARPINO (“Una ‘lettura possibile’), infine, offre al lettore più di un elemento per penetrare l’affascinante universo ‘popolare’ degli Uaragniaun, indagando le strutture portanti dei testi raccolti dai tanti ‘portatori’ anonimi (che, come si sa, anonimi non sono…) della tradizione…

Di piacevole lettura, denso di importanti sollecitazioni, il volume di Moramarco è una testimonianza davvero esclusiva, in 'presa diretta', che assume significati più ampi nel proporsi anche come strumento di interpretazione delle dinamiche contemporanee di un territorio, la Puglia, salito alla ribalta delle cronache in questi ultimi anni purtroppo solo per ragioni e repertori ‘altri’ (in particolare per il fenomeno massmediatico del cosiddetto ‘neotarantismo’…).

(4 settembre 2009)


● Gli Uaragniaun nel 2009:

Maria Moramarco – voce e chitarra
Luigi Bolognese – chitarra, bouzouki, mandoloncello, baglama
Sivio Teot – tammorre, percussioni, flauti, harmonium
Nico Berardi – zampogna, flauti dritti, quena, charango, fisarmonica, chitarra


● Discografia degli Uaragniaun:

“Canzoni dell’Alta Murgia” (LP/cassetta – Territorio e Cultura P.1/31257, 1990)
“Uailì” (CD - Piazza Edizioni e Officina TE13496, 1996)
“Octofolium” (CD – Officina U001, 1998)
“Skuarrajazz” (CD – Dunya FY 8800, 2000)
“1799-1999. Giacobini & Sanfedisti” (CD - Piazza Edizioni CP002, 2001)
“Fiorita” (CD - Piazza Edizioni e Officina CP021, 2001)
“U diavole e l’acqua sante” (CD – Felmay fy8128, 2007)
“Lamalunga Live” (2CDs - Piazza Edizioni CDP07, 2009) dal vivo


● Bibliografia (selezione)

Silvio Teot, “Trent’anni suonati. Note fuori dal pentagramma sulla musica popolare italiana attraverso l’esperienza Uaragniaun.” (Edizioni La Piazza, Bari 2002);
Luca Ferrari, “Folk Geneticamente Modificato” (Stampa Alternativa, Roma-Viterbo 2003) pagg. 131-132.


● Info e contatti:
Luigi Bolognese
via Palestro, 21 70022 Altamura (BA)
cell.: 3392476407
luigibolognese@alice.it
http://www.uaragniaun.com