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| AA.VV. - "L'isola timida. Forme di vita nella Sicilia che cambia (1970-2005)" (libro con DVD - Squi[libri], Italia 2008 - pagg. 218, € 27.00) | | | Uno splendido volume fotografico per raccontare gli ultimi trent'anni di un'isola-paradigma attraverso i suggestivi scatti del filosofo, fotografo per vocazione, ANTONIO PENNISI. Immagini in bianco e nero e a colori che ritraggono con dirompente impatto emozionale i cambiamenti di luoghi e persone nella dialettica di contrapposti vecchi e nuovi stili di vita. Dalle lotte sociali degli anni settanta, ai riti religiosi che sono ancora patrimonio dell'oggi; ai tanti volti di donne e uomini anziani che hanno trasformato, soffrendo, la terra. Agli immigrati che fanno oggi della Sicilia, come per nemesi storica, una terra d'immigrazione...
Una sinfonia di ritratti a tema (il lavoro, la religiosità, la morte, il melting pot culturale...) che sono poesia e provocazione, documento sociologico, piccolo trattato di filosofia per gente comune, carezza/pugno alla memoria e alla visione che ieri come oggi, nell'incessante divenire dell'esistere, rischia di non riuscire a 'vedere': è sempre lo stesso volto di bambino quello ripreso da Pennisi nelle strade da trent'anni a questa parte? Sono mutate semplicemente le condizioni materiali del vivere dei siciliani? Oltre ogni facile retorica, esprimono la stessa gioia, lo stesso dolore, la stessa indifferenza, la stessa presenza - allora come oggi - quelle facce, quei corpi, quei movimenti allusi? Ma 'quale' Sicilia è sopravvissuta a sé?
"Questo insolito progetto", scrive Pennisi nell'introduzione, "ha assunto una più precisa forma quando, riesaminando per caso molte delle fotografie che qui sono esposte, e che avevo realizzato negli anni settanta e ottanta, ho finito col non riconoscerle più, tanti erano i particolari che l'abitudine mi aveva fatto sfuggire. Volevo fotografare l'intensità degli occhi di un contadino durante le lotte sociali degli anni settanta, e, adesso, "vedevo" per la prima volta il suo abbigliamento, i suoi mezzi di trasporto, gli strumenti che usava, il contesto che sfugge all'ordito "creativo". (...) In questo lavoro ci siamo limitati alla contestualità delle genti. Tutte le foto riguardano persone: eppure ci parlano di luoghi che non pensavamo essere così diversi da oggi, di luci e paesaggi inaccortamente ignorati, di pratiche, di incipit, di processi e ruoli evidentemente latenti, come se solo l'argentico conformarsi della grana della pellicola potesse rivelarle ora e d'improvviso, a distanza di tanti anni. Così tutta la Sicilia che abbiamo fotografato per decenni non esiste più: è cronaca di ciò che forse accade ma che non riconosciamo più con 'naturale evidenza'. Quella naturale evidenza che i nostri modi di essere attribuiscono oggi a nuove forme di vita. Ma siamo poi sicuri che sia così?" (A. Pennisi, pagg. 14-17).
Integrano perfettamente, impreziosendola, questa imponente cartografia antropologica, sconfinato atto d'amore che si fa arte contemporanea, uno scritto ispirato di MARIA ATTANASIO e, soprattutto, le musiche e i testi poetici dei FRATELLI MANCUSO, tra le più importanti espressioni del folk contemporaneo, nel DVD allegato.
(23 marzo 2009)
Abbrazzu
C'è cu nasci cu sfurtunati facci facci chi lu tempu abbrutisci di ummira morta hannu 'na casa senza tettu e porta 'na strata curta dunni sulu passa cu di dda via dumani nun ci ritorna. Un ghiornu si armanu di coraggiu e di fidi comu surdati di crita chi vannu a la guerra e tra la fudda cercanu 'na donna chi finalmenti leggiri capisci lu pisu anticu di cu stranieru nasci. A lu primu abbrazzu si strincinu e salutanu a lu secunnu si dicinu addiu.
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