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| DISMESSI, PIŁ CHE MESCOLATI (quel che resta della Sinistra e della cultura popolare...). | | | Abbiamo citato recentemente ANTONIO GRAMSCI a proposito del bellissimo nuovo album dei LES ANARCHISTES. La cultura popolare è espressione delle classi subalterne, ha scritto uno dei massimi intellettuali del comunismo italiano. Peccato che oggi, tra un confronto fratricida che ha più l'aria di un regolamento di conti fra le due anime fuse a freddo del PD e un'opposizione quasi inesistente al governo clerico-fascista di Berlusconi, si imponga una ricontestualizzazione di alcune questioni di fondo, a cui qualcuno tra gli attuali pensatori della Sinistra italiana dovrebbe cominciare a dare chiare risposte:
1. cosa vuol dire oggi essere di Sinistra? 2. chi appartiene alle classi subalterne? 3. chi le rappresenta? 4. esiste ancora una cultura popolare? 5. se sì, chi la produce nel 2009?
Con il consueto ghigno sardonico che caratterizza i suoi elzeviri, TONI JOP una risposta limpida l'ha data su "L'Unità" di sabato 18 luglio (titolo "La sordina", all'interno della rubrichetta "Nanerottoli") raccontando che alla festa del partito democratico di Roma "il ricordo di Ivan Della Mea l'altra sera è stato trasformato in una trincea di frontiera, marginale e martoriata".
"Nonostante la presenza di Giovanna Marini, Paolo Pietrangeli, Rudy Assuntino, i Tetes de bois", ha scritto. "Un palco ridicolo che nemmeno in un campus, un'amplificazione irrisoria, una collocazione fisica che lo ha messo in conflitto anche acustico con la coda del dibattito di Bersani, una sordina imposta, un disastro che ha fatto infuriare gli artisti e un pubblico paziente, numeroso e di cuore. Un evento cantinaro, gestito in clima da coprifuoco culturale. Lo slogan della festa predica: "mescolati, non agitati". Ma fateci un favore".
Non è paradossale che la Lega Nord sia riuscita a inventarsi di sana pianta una storia e un'identità culturale (improbabile, per non dire di peggio...) attirando a sé sempre più elettori (anche di Sinistra) mentre la Sinistra dismetteva, un pezzo alla volta, lo straordinario patrimonio costruito nel corso del Novecento...? Ma dal momento che Veltroni, proprio recentemente, ha potuto riabilitare Bettino Craxi (quale "politico lungimirante", "rivoluzionario della politica italiana"..) e sminuire nello stesso tempo la straordinaria esperienza di ENRICO BERLINGUER senza che qualcuno lo coprisse di sonore pernacchie, di cosa vogliamo stupirci ancora?
(19 luglio 2009)
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