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| UN MINUTO DI SILENZIO PER NAUSEARSI. | | | Nel clima pesante di questi giorni viene solo la nausea. Sei morti (ennesimi) a causa di una guerra assurda, pretestuosa e inutile. Chi 'riporterebbe i ragazzi a casa', chi è convinto che si debba concludere la missione con una 'strategia d'uscita' (?!)...
In quest'ordine di assurdità ai limiti del grottesco (è una missione di 'pace', quella italiana, urlano il Papa, il Governo, la RAI, il Vicino di Casa... a dispetto delle migliaia di morti civili), il PATRIOTTISMO TAROCCATO diventa il (solo presunto) collante sociale dell'italianità residua: tutti in fila a onorare le vittime dell'attentato, tutti in fila a cantare l'Inno di Mameli per le strade, vinto il Mondiale... Tutti in piazza del Duomo a Milano - o, non potendo, davanti alla TV -, a piangere il Mike nazionale, quello che secondo Eco avrebbe alfabetizzato gli italiani...
UN MINUTO DI SILENZIO, PREGO. Perché non c'è tempo per elaborare un'idea di nazione, di unità, di destino comune reale. Costa troppo, è ben oltre le nostre possibilità. Il quotidiano che viviamo, una fastidiosa babele di istanze rivendicative, di umori primordiali, di impulsi tribali in cui non valgono regole condivise, obiettivi collettivi, unità d'intenti... ma solo il proprio tornaconto, il vile interesse di parte, il miope egoismo consumista.
Un minuto di silenzio, prego. Poi, tranquilli, TUTTI A FARCI GLI AFFARI NOSTRI COME SEMPRE...
(21 settembre 2009) | |
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